Per continuare il dialogo. L’ultimo numero del semestrale “InterCulture”di Paolo Calabrò. 10 agosto 2011
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Pluralismo e armonia. Introduzione al pensiero di Raimon Panikkardi Paolo Calabrò. 8 agosto 2011
![]() Pluralismo e armonia Avevo dieci anni in meno quando cominciai a studiare la filosofia di Raimon Panikkar per la tesi di laurea. All’epoca avevo freschi gli studi di Kant e Marx, e il pensiero di Panikkar – che trovavo affascinante, ma molto diverso da quelli cui ero abituato – facevo una gran fatica a metterlo a fuoco. Non che non ci capissi proprio niente, ma avevo l’impressione che mi mancasse una visione d’insieme delle tante novità di quella speculazione, una cornice nella quale inquadrare ogni cosa al giusto posto. Fu allora che trovai – ricercando del materiale in internet – il libro di Achille Rossi, Pluralismo e armonia. Introduzione al pensiero di Raimon Panikkar (oggi ristampato in una nuova edizione completamente rivista e ampliata a cura dell’editore Cittadella, con il contributo dell’Altrapagina). (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
Amari assiomi sull’odierna industria editorialedi Matteo Veronesi. 8 agosto 2011
1. Se è vero che ogni anno le circa tremila case editrici italiane sfornano circa cinquantamila nuovi titoli (il dato è di qualche anno fa, e forse va rivisto al rialzo), allora è lecito supporre, sulla base di un calcolo di massima fondato su rapide occhiate ai settori di uno di quei grandi supermercati che sono ormai diventate le grosse librerie (in uno di quegli immensi deserti di carta senza piste e senza oasi, ancora più aridi e soffocanti nell’afa agostana incombente sulla città semideserta), che meno di un decimo di essi approdi sugli scaffali delle distribuzione e della vendita (“distribuzione e vendita”, proprio come se si trattasse di prodotti alimentari o d’altra natura – “materiali librari”, dunque, come dice il gergo biblioteconomico, destinati al consumo, alla metabolizzazione, alla marcescenza, alla degradazione, all’espulsione, alla dispersione). 2. Alla luce di ciò, e visto che, a tutt’oggi, purtroppo, poco più di un decimo circa del mercato librario passa attraverso i canali più liberi, diretti e diversificati della rete, dell’editoria digitale o della vecchia vendita per corrispondenza, è possibile confermare, e razionalizzare, l’intuitiva percezione che almeno il novanta per cento dei libri stampati (e la quasi totalità di quelli contraddistinti da un qualche valore culturale, e dunque da un certo grado di complessità, e per ciò stesso rivolti ad un pubblico esiguo ed elitario) appartenga alla cosiddetta “editoria sovvenzionata”, ovvero prefinanziata da un ente pubblico, dai feudali fondi “ex settanta per cento” gestiti dai baroni accademici con criteri non sempre trasparenti ed equi (e spesso destinati ad un sottobosco di piccole case editrici cresciute all’ombra degli atenei, e sovente di proprietà di amici e parenti degli stessi prelodati baroni), o, più semplicemente e più frequentemente, dagli autori medesimi. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
Società, lavoro e scuola nell’ultimo Péguydi Marco Dalla Torre. 7 agosto 2011
Charles Péguy, Denaro, traduzione di Martina Grassi, collana “La mala parte” n° 13, Piano B Edizioni, Prato 2011, pp. 94, € 10,00. ISBN: 8896665299 Strano, questo libro. Péguy lo scrisse l’anno prima di morire (verrà ucciso il 5 settembre 1914 a Villeroy, nel primo giorno della battaglia della Marna, partito quarantunenne volontario), in un periodo fecondo ma anche di grande isolamento dal mondo intellettuale francese. Apparve su i “Cahiers de la Quinzaine”, la rivista della quale era fondatore, editore e factotum. E apparve come «prefazione» del saggio Depuis 1880. L’enseignement primaire et ce qu’il devrait être, che sarebbe stato pubblicato sul fascicolo successivo. L’autore: Théophile Naudy. Lo stesso che, molti anni prima – come direttore della Scuola Normale per maestri di Loiret, cui era annessa la scuola elementare frequentata dal giovane Péguy – ebbe fiducia nell’intelligenza e dedizione del piccolo e povero Charles e convinse sua madre a fargli frequentare il liceo, ottenendogli una borsa di studio. Uno di quei particolari «incroci», capaci di determinare l’esito di una vita. «Per me fu maestro e padre […] l’uomo al quale devo di più» (Péguy era rimasto orfano di padre a soli dieci mesi). Ora il poeta e saggista francese ne pubblicava una riflessione generale sulla scuola, frutto di trent’anni di lavoro sul campo. Strano, questo libro. Il titolo inganna: del denaro si parla solo tangenzialmente. Neanche del saggio di Naudy entra troppo in merito. Piuttosto si tratta di una straordinaria riflessione sulla modernità, su quello che eravamo e su ciò che siamo divenuti. Con vivacità e grande forza (qualcuno lo considera l’apice stilistico e concettuale di tutta l’opera di Péguy), alternando il registro autobiografico a quello saggistico, lo scrittore francese descrive con sconcertante chiarezza lo sfaldarsi della società tradizionale in un passaggio epocale nella cultura e nella civiltà europea; un’analisi che nella nostra società post-moderna mantiene tutta la sua attualità preveggente. Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
L’isola e il sognodi Alberto Carollo. 5 agosto 2011
Paolo Ruffilli, L’isola e il sogno
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Brevi canti per l’innovazione (audiolibro)di Redazione. 3 agosto 2011
Ecco i file audio dei restanti capitoli:
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Festival delle Libertà Digitali 2011di Redazione. 2 agosto 2011
Anche quest’anno si celebrerà il Festival delle Libertà Digitali. Una iniziativa che nasce per coinvolgere cittadini, aziende e istituzioni nei valori positivi della rivoluzione culturale che stiamo vivendo, quella digitale e legata a Internet. A muoverci sono gli stessi principi etici che sono alla base del software libero. Vogliamo dimostrare che la condivisione di contenuti in rete non solo è possibile in modo legale, ma costituisce anche un prezioso strumento a difesa del pubblico dominio. Un patrimonio che, lo ricordiamo, costituisce una riserva preziosa anche per coloro che producono contenuti culturali soggetti a copyright. Ci rivolgiamo in particolare ai giovani, incoraggiandoli alla condivisione legale di musica, di immagini, di notizie e più in generale di cultura. E interagiamo con chi sperimenta in prima persona progetti socialmente significativi, come l’enciclopedia libera Wikipedia o Liber Liber. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
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