Mario Grilli su scienza e fede

di Paolo Calabrò. 30 agosto 2011

(voce di Luca Grandelis)

Molti scienziati sono convinti che la “spiritualità” o la “fede religiosa” consista nel prestare il proprio assenso a una serie di affermazioni più o meno ingiustificate sull’origine dell’universo o sulla vita ultraterrena. Ma si tratta di una convinzione errata, facile da smentire tramite la verifica sperimentale (tanto cara alla scienza): infatti, la stragrande maggioranza delle persone ignora la quantità e il contenuto dei dogmi che pur professa; è difficile trovare due persone in grado di fornire la stessa spiegazione di idee come “resurrezione della carne” o “assunzione in cielo della vergine”; è praticamente impossibile rintracciare in una chiesa, dopo la recita a memoria del Credo, un fedele che conosca il significato di frasi che ha appena proferito (come ad esempio “Dio da Dio, luce da luce”). La religiosità non è assenso razionale: se fosse così, si diverrebbe fedeli solo dopo il baccalaureato. La religiosità è tutt’altro.
Viceversa, molti uomini di fede ritengono che essere scienziati debba necessariamente implicare l’ateismo; credono che la sete scientifica di conoscenza non sia altro (continua…)

Alfabeti di luce femmina, di Elisabetta Santini

di Patrizia Garofalo. 28 agosto 2011

Elisabetta Santini, Alfabeti di luce femmina, Edizioni Del Leone, Spinea (VE) 2010, pp. 96, € 9,00, ISBN: 9788873142959

«La mano della brezza/ accarezza la guancia dello spazio/una volta/ e un’altra ancora./ le stelle socchiudono le palpebre azzurre/ una volta/ e un’altra ancora» (Garcìa Lorca)

Alfabeti come voci, ognuna fermata dalle pagine del cuore nella sua singolarità e dedicata a poetesse amate. A loro l’autrice si unisce e silenziosa illumina la scena della sua originale ed incisiva “luce femmina” che conosce non solo le infinitezze del cielo ma anche abissi e orridi-dirupi; femmina nella sua accezione di “fecunda”, terra fertile, terra che riceve, che bacia il mare, che respira e si meraviglia del continuo rinascere della vita nella stessa morte, bambina che reclama un grembo come “aurora” che non a caso è la parola conclusiva della silloge. E alle donne dedica questo abbraccio in versi che riporterò per intero. «Echi, volti, suggestioni/ posano sillabati ritratti/ in me che vi porto/ girovaga di altre sottane./ Condenso sogni che non/ vengono più, silenzi, sospiri,/ agglutinati dolori piccoli/ che affondo nelle mie ossicine/ di femmina, che vi ha nella voce/ senza che ci sia suono./ Vorrei essere la bocca/ slabbrata per le vostre catene,/ sillabe di dolori colati/ a picco./ Di più./ Vorrei essere/ tutta la notte che manca/ alle vostre parole». In copertina, l’immagine di un volto di donna azzurro fluorescente con forte zona d’ombra su un lato. Dai suoi occhi germinano e muoiono raccolti d’anime e aspettano la prossima semina nei colori che scoppiano dalla terra e dal cielo-mare in un alfabeto che si disegna «di parole scoppiettio di consonanti/ o vocali onde morbide marine/ e quest’abbraccio fuoco d’artificio/ dilata il mio alfabeto in un altrove/ nomi risuonanti e verbi oscuri/ giovani sillabe contorte,/ piogge di suoni, sillabari/ di mondi su cui poggiare i piedi,/ tesori incastonati nei colori,/ i limiti netti delle cose». Le parole diventano corpo in un espressionismo che tiene alta la tensione nelle molteplici immagini di una natura che si fa carne e sangue: «Così accatasto fascine e fascine/ per il mio rogo d’amore/ e sarò strega apprendista che danza/ sul cielo stellato del fuoco,/ farò bianca la morte/ quel giorno, è sicuro”: trionfo, luce e fisicità. “Nelle anche del mare/ entra il vento,/ le inarca con dolce spinta/ e schiuma leggero/ o d’impeto/ e docile il mare risponde». (continua…)

Diaboliche risate

di Bianca Rita Cataldi. 28 agosto 2011

(voce di Luca Grandelis)


“Demoni: istruzioni per l’uso”, di Christopher Moore. Elliot Edizioni 2011

Travis e Catch. Catch e Travis. Sembra quasi una storia d’amore ma non lo è, principalmente perchè Travis è un pover’uomo che da moltissimi anni cerca invano di liberarsi di Catch, e Catch è un demone. Ebbene sì. Un essere immondo in grado di passare da un cosino di dimensioni infinitesime a un essere abnorme squamoso e verdognolo degno dei più spaventosi film dell’orrore. Quando Travis giunge a Pine Cove, cittadina californiana dimenticata da dio e dagli uomini ma non dai demoni, è ancora convinto di potersi liberare di Catch. Ma non è così. A Pine Cove, infatti, vi è anche il Re dei Djinn, un individuo diabolico ancora più immondo – se ciò è possibile – di Catch, e suo eterno avversario. A coprire le spalle del Re vi è Gus Brine, suo aiutante nella caccia all’uomo…oops, caccia al demone, che vede come sua vittima sacrificale proprio il povero, piccolo Catch.
Che ridere! Finalmente una lettura fresca e divertente e maledettamente estiva. Dovrei dire diabolicamente. Nell’epoca dei vampiri succhiasangue e fascinosi con la pelle glitterata in stile edwardcullen, torna alla ribalta questa meravigliosa opera prima di Christopher Moore, che ci fa ridere a crepapelle proprio della moda letteraria del momento. I demoni di Moore sono esserini simpatici che hanno sempre la battuta pronta e tu non ci credi, proprio no, che siano davvero cattivi. Sono imbranati, sbadati, spiritosi, pieni di verve e sono loro i veri protagonisti del romanzo. Sono loro le star. E poi, già la copertina del libro, con quelle unghiette arancioni e la coda verde da ramarro extralarge, fa venire da sorridere. Insomma, un libro davvero spassoso che vi consiglio vivamente.

(continua…)

Paola Drigo: “Maria Zef” (1936)

di Bartolomeo Di Monaco. 27 agosto 2011

(voce di Luca Grandelis)

La sorte di questa autrice dimostra quanto sia effimera la fama e quanto caduca la memoria degli uomini.
Colei che fu considerata una delle più originali voci della nostra narrativa del primo Novecento è completamente dimenticata, nonostante che le sue opere abbiano resistito all’usura del tempo.

Nata a Castelfranco Veneto il 4 gennaio 1876, morì a Padova, dove si era stabilita dopo la morte del marito, il giorno del suo compleanno il 4 gennaio 1938. Nel corso della sua vita pubblicò novelle ed elzeviri sulle maggiori riviste e sui maggiori quotidiani del tempo, tra cui “Nuova Antologia”  e il “Corriere della Sera”. Questi i suoi libri: le raccolte di racconti “La fortuna”, 1913; “Codino”, 1918; “La signorina Anna”, e infine i due romanzi: “Fine d’anno”, 1936; e “Maria Zef”, sempre del 1936. Quest’ultimo ebbe altre ristampe nel 1946 e nel 1953. Da esso furono tratti due film, nel 1953 dal regista Luigi De Marchi, e nel 1981 dal regista Ottavio Cottafavi.

Una scena suggestiva apre il libro: un carretto carico di mercanzia si muove lungo l’argine del Piave, su di una strada fangosa. È trainato da una robusta e bella ragazza, Mariute (chiamata più spesso con il diminutivo di Mariutine), di tredici, quattordici anni; con il braccio appoggiato ad una delle stanghe sta la madre Catine, “logora e malandata da sembrare decrepita”, e mischiata alla mercanzia (mestole, cucchiai, scodelle ed altri oggetti simili, tutti fatti in legno) dorme la più piccola di cinque o sei anni, Rosute. Dietro, trotterellando, li segue il loro cagnolino Petòti. (continua…)

Nuova tentata rapina (di diritti) al Parlamento europeo: copyright a 95 anni

di Marco Calvo. 18 agosto 2011

(voce di Luca Grandelis)

Rimandiamo all’ottimo articolo di Anna Masera, su La Stampa, per l’approfondimento: http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1239

La nostra opinione al riguardo è comunque molto semplice: il tentativo di dilatare a 95 anni la durata del copyright è un atto da farabutti. Avete presente i delinquenti che rubano e accoppano chi osa opporsi? Ecco, stessa risma, stesse finalità: arricchirsi alle spalle degli altri, approfittando in modo parassitario delle risorse collettive. Di questo si parla.

Il diritto esclusivo di sfruttamento economico su un’opera è un male, che noi accettiamo per incoraggiare artisti e intellettuali a cimentarsi nella produzione di libri, film, ecc. e per garantire loro l’indipendenza economica, che è anche premessa necessaria (ma purtroppo non sufficiente) all’indipendenza di pensiero. E’ comunque un male. Idealmente, tutto ciò che è cultura dovrebbe essere libero. (continua…)

L’abbaglio ideale delle rose

di Patrizia Garofalo. 13 agosto 2011

Flavio Ermini, Il Matrimonio del Cielo con la Terra (materiali per un atlante), Edizioni d’arte Félix Fénéon, Ruvo di Puglia (BA) 2010, € 30,00 – ISBN: 9788863670134

La carta del mondo” di Laurent Fries abbraccia e accoglie i versi del poeta Flavio Ermini in un susseguirsi di luci ed ombre. Nascita e morte vengono a significare un universo dove la “soggettività” dell’autore si dilata nella parola poetica che costantemente cerca l’approdo ad una catarsi dell’‘io’ e ne tenta il dissolvimento. Il piano visivo interviene a livello dei contenuti e accresce la potenza espressiva dell’opera evidenziandone le valenze segrete e l’inesplicabile aura metafisica.

Le liriche appaiono a formare isole intorno alla terra e ne costituiscono immaginari arcipelaghi; le cartelle si aprono ad una simultaneità compenetrante spazio e tempo in una dimensione ignota, pre-esistente, aurorale, estranea all’io e verso “altro da sé”. «La parola poetica richiede un esilio dall’usura, un’attenuazione della luce, un’incessante interrogazione della parola che vorrebbe coincidere con l’originario àperion, per coglierne l’inesausta potenza» (così sostiene lo stesso autore in un’intervista di qualche tempo fa). (continua…)

La video presentazione del Progetto Teatro

di Redazione. 11 agosto 2011

Il Progetto Teatro illustrato dalla coordinatrice Donatella Allegro in un video di circa due minuti.

Su http://www.liberliber.it/progetti/teatro/ ulteriori informazioni.

Nient’altro da leggere. Un brutto libro di Lucy Hawking

di Paolo Calabrò. 11 agosto 2011

(voce di Luca Grandelis)

In vacanza al mare sulla costa degli Etruschi, sono costretto al riposo da una distorsione. Il giornalaio all’angolo (più lontano non posso arrivare) mi costringe a scegliere tra uno dei tanti Camilleri, il solito Assassinio sull’Orient-express (avete idea di quante edizioni e ristampe ce ne siano in Italia?) e l’ultimo di Stephen Hawking, il fisico noto ai molti più per l’icona televisiva in carrozzella che per i risultati teorici, dal titolo La chiave segreta per l’universo (ed. Mondadori, nella collana “I Grandi”-2007, poi negli “Oscar bestsellers”-2009, ristampa 2011). Cedo all’aut-aut e prendo quest’ultimo.

Che, scopro poi avanzando nella lettura, di grande ha purtroppo solo il nome (e non a caso: la quarta di copertina titola infatti “il primo romanzo per ragazzi del grande scienziato”, ma in realtà è scritto a quattro mani con la figlia Lucy, la sola a firmare i ringraziamenti conclusivi – l’ultimo è proprio per il padre il quale, con ogni probabilità, non ha partecipato alla stesura con più del suo assenso paterno). (continua…)

Per continuare il dialogo. L’ultimo numero del semestrale “InterCulture”

di Paolo Calabrò. 10 agosto 2011

(voce di Luca Grandelis)

È importante e benvenuta la pubblicazione dell’ultimo numero della rivista “InterCulture” (giugno 2011, n° 19, euro 15) da parte dell’editore Museodei by Hermatena, che raccoglie 8 testi del filosofo catalano Raimon Panikkar (scomparso lo scorso agosto) incentrati essenzialmente sui temi dell’esperienza umana e religiosa, ma anche sulla tecnologia e sulla scienza, alcuni fino ad oggi non disponibili in italiano, altri rintracciabili solo in forma di dispensa presso l’editore l’Altrapagina di Città di Castello (PG) che ne aveva custodito la memoria.
Si tratta di un’operazione interessante, che permette (continua…)

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