“Epistolario. Volume secondo” di Giuseppe Giusti.di Redazione. 28 febbraio 2011
![]() Giuseppe Giusti Dall’incipit del libro: “Caro signor Giannini. Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“La cronache fantastiche” di Dino Buzzatidi Marco Dalla Torre. 27 febbraio 2011
Dino Buzzati, Le cronache fantastiche [vol. 1: Delitti; vol. 2: Fantasmi], a cura di Lorenzo Viganò, collana “Oscar Mondatori” n° 1838, Mondatori, Milano 2005, 2 voll., pp. XXXIX + 733, euro 17,00. Codice EAN: 9788804536819 «Dino ogni mattina – ricorda la moglie Almerina – usciva di casa alla stessa ora e si recava al giornale a piedi. Dalle otto alle venti era impegnato al “Corriere”. Di sera, a casa, sia che fossimo soli, sia che fossimo in compagnia di amici, aveva l’abitudine di scrivere. Seduto sul divano col taccuino tra le ginocchia riempiva fogli e fogli. Scriveva o disegnava, sempre, ogni sera. A volte, mentre scriveva, dava l’impressione di essere in un suo mondo, assorto in un atto liberatorio» (p. IX). Quasi che Buzzati, chiuse le pagine del quotidiano di via Solforino, si dedicasse alla cronaca di un mondo parallelo, con lo stile del reporter (tipico – nei racconti che qui presentiamo – ne è l’incipit, lo sviluppo, la lunghezza) e i contenuti paradigmatici della sua narrativa che, secondo Eugenio Montale, era, rispetto al suo giornalismo, «lo stesso guanto, ma rovesciato». Per Buzzati si è parlato di “realismo magico”, di un “mondo secondario, che riflette noi e la nostra vita come in uno specchio deformante” (p. XII). (continua…) Tag: Buzzati Dino, giornalismo, Le cronache fantastiche, letteratura italiana, Marco Dalla Torre, onorico.
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Intervista con il mitodi Patrizia Garofalo. 27 febbraio 2011
Renato Marengo, Lucio Battisti: la vera storia dell’intervista esclusiva, Edizioni Coniglio, Roma 2011, pp. 176, € 14.50 «personalmente non ho mai amato partecipare a dibattiti o “funerali televisivi” di famosi personaggi scomparsi che ho conosciuto, per il solo presenzialistico gusto di dire “c’ero anch’io”. Ma lì quella volta, per cinque giorni con Battisti – c’ero realmente solo io».
Così scrive Renato Marengo al quale dobbiamo questo testo dalla forte sovraesposizione emotiva che ben coniuga dialoghi e silenzi vissuti accanto al grande Battisti. La formulazione spesso scontata dell’intervista trova la strada dell’incontro e del non previsto. Il Mulino di Anzano del Parco, pur per un succedersi di fatti inaspettati, permette a Marengo di narrarci l’entrata nel “sacrario” della sala di registrazione di Mogol e Battisti e il nascere in pre-anteprima mondiale di “Anima Latina”. Il mito Battisti era in silenzio totale da cinque anni ma non per rimanere nel tempo-senza tempo come la migliore tradizione avrebbe richiesto ma per una forte crisi, dis-connesione con se stesso profonda, esistenziale, artistica. “La speranza spezzata/ è la tua eredità./ fallimento di una vita/ di coraggio e viltà/ ed avrai come vanto/ una nuova condanna/ ti diranno che il vento è/ il respiro di una donna/ per far sì che un lamento, uno solo, copra ogni tormento di un velo”. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo. Tomo VIII” di Jean Charles Léonard Simonde de Sismondidi Redazione. 25 febbraio 2011
![]() Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi Dall’incipit del libro: “Abbiamo guidati i nostri lettori fino alla fine dei XIV secolo, in quest’importante periodo facendoci una costante legge di tener dietro non solo alle rivoluzioni dei diversi popoli dell’Italia, ma ancora alla generale politica dell’Europa, ed ai rapporti di tutte le nazioni d’oltremonti cogl’Italiani. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“Origine delle feste veneziane. Volume sesto” di Giustina Renier Michiel.di Redazione. 24 febbraio 2011
![]() Giustina Renier Michiel Dall’incipit del libro: “Dopo la nostra vittoria alle Curzolari, altrove descritta, fummo costretti a segnar la pace colla Porta Ottomana; e per ottenerla, dovemmo cedere il più bel possesso, che avessimo nel Mediterraneo, il regno di Cipro con altri stabilimenti marittimi. Chi non istupirà di un tal fatto? Potevasi mai credere, che così andasse a riuscire un’azione (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“A Giuseppe Mazzini. Scritto intorno all’assedio di Firenze” di Francesco Domenico Guerrazzidi Redazione. 23 febbraio 2011
![]() Francesco Domenico Guerrazzi Dall’incipit del libro: “Quand’io pubblicai la versione della prima Satira Oraziana, fu un tale ravvedersi di tutti gli Avari, che almeno in Milano non se ne troverebbe più uno a cercarlo colla lanterna di Diogene. Meravigliato di tanto frutto, proposi a me stesso di cimentare ogni anno la mia modestia con qualche libercolino morale: perchè se a ciascuna (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
Per una fede critica. Intervista ad Achille Rossidi Paolo Calabrò. 23 febbraio 2011
![]() Per una fede critica Achille Rossi, prete cattolico laureato in filosofia e in teologia, direttore della casa editrice l’Altrapagina di Città di Castello (PG) e responsabile della sezione culturale del mensile omonimo (www.altrapagina.it), parla delle ragioni del libro AA. VV., Per una fede critica (ed. l’Altrapagina, 2010), raccolta degli Atti del XXIII Convegno internazionale di Studi dell’Altrapagina tenutosi a Città di Castello il 12 e il 13 settembre 2009 (e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del filosofo francese Maurice Bellet e del teologo Vito Mancuso). Per una fede critica. Che vuol dire? Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“Sonetti” di Cesare Pascarelladi Redazione. 22 febbraio 2011
![]() Cesare Pascarella Dall’incipit del libro: “Si me ce so’ trovata, sor Ghetano? [Continua a leggere nella pagina Liber Liber dedicata a Cesare Pascarella...] Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
“La prefazione delle mie opere future” di Giovanni Rajbertidi Redazione. 21 febbraio 2011
![]() Giovanni Rajberti Dall’incipit del libro: “Quand’io pubblicai la versione della prima Satira Oraziana, fu un tale ravvedersi di tutti gli Avari, che almeno in Milano non se ne troverebbe più uno a cercarlo colla lanterna di Diogene. Meravigliato di tanto frutto, proposi a me stesso di cimentare ogni anno la mia modestia con qualche libercolino morale: perchè se a ciascuna operetta succede la soppressione d’un vizio, (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
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