Vademecum per uomini liberi: “Fahrenheit 451″

di Michele Nigra. 30 luglio 2010

Ray Bradbury, “Fahrenheit 451” – Mondadori, Oscar classici moderni, 2005

Fahrenheit 451, Mondadori

Mondadori, 2005

Guy Montag, il protagonista di Fahrenheit 451, è un figlio d’arte. Esercita la stessa professione del nonno e del padre, in una cupa America asfissiata da un maccartismo all’ennesima potenza. La prima edizione del romanzo di Bradbury vide la luce nel 1953, quando il clima di sospetto e persecuzione instaurato dal senatore repubblicano Joseph McCarthy volgeva al termine. La storia architettata da Bradbury è figlia del suo tempo, fu concepita in un’epoca che, secondo le parole di Eleanor Roosevelt, “è stata una vera e propria ondata di fascismo, la più violenta e dannosa che questo paese abbia mai avuto”.

Guy Montag, come dicevamo, è un figlio d’arte, ma il suo lavoro non incarna i valori positivi di una qualunque disciplina che nobiliti il genere umano. Non è uno scrittore, non dipinge, non fa emergere forme dal marmo né compone musica. Insieme ai suoi colleghi percorre la città nottetempo a bordo di un veicolo arancione. Tutti calzano “neri elmetti color coleottero”. Nel buio squarciato dalla loro sirena si dirigono veloci verso le case dei sovversivi. Corrono attraverso giardini, sfondano porte, salgono scale a perdifiato. Quando scoprono dei libri formano delle cataste e, schiacciando il pulsante dei tubi lanciafiamme, li inondano di cherosene ardente. In un mondo normale, Guy Montag e i suoi compagni sarebbero i vigili del fuoco ma qui, in questo grottesco mondo liberticida, sono chiamati gli incendiari. Montag, con malcelato orgoglio, dice che il suo “è un bel lavoro. Il lunedì bruciare i luminari della poesia, il mercoledì Melville, il venerdì Whitman, ridurli in cenere e poi bruciare la cenere. È il nostro motto ufficiale.”  (continua…)

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Guido Gozzano: “Fiabe e novelline”, 1909 – 1914

di Bartolomeo Di Monaco. 30 luglio 2010

Il poeta (1883-1916) de La signorina Felicita ovvero la Felicità fu anche un ottimo e delicato narratore. Lo vedremo in questa piccola raccolta di fiabe e novelline.Guido Gozzano

Si comincia con I tre talismani, i quali sono una borsa, una tovaglia e un mantello magici. Li lascia un vecchio padre ai tre figli: Cassandrino, poeta, Sansonetto, contadino e Oddo, mercante. Il protagonista è Cassandrino, che viene derubato da una principessa del suo talismano e poi di quelli dei due fratelli. Riesce a recuperarli grazie alla sua astuzia, e ricaverà dall’avventura la lezione che è meglio vivere una vita semplice.

Siamo in pieno nella fiaba tradizionale; la struttura è semplicissima, e i colpi di scena si susseguono secondo le regole consuete. C’è l’oggetto magico, lo si esibisce, si è ingannati, lo si recupera traendone una morale.

Già da questa fiaba ci avvediamo che Gozzano si inserisce egregiamente nella tradizione europea, che ha nei fratelli Grimm e in Andersen i maggiori rappresentanti. Ciò per la leggerezza e l’incanto che permeano la sua scrittura.

Non vi è dubbio che Gozzano aveva ben presente questa tradizione nonché le opere dei tre grandi favolisti, e le sue composizioni ne assimilano lo spirito fantastico e stupefacente. Anche se va ricordato che l’Europa deve molto alla fiaba e alla novella italiane a partire dal Basile e dallo Straparola. (continua…)

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“L’inquisizione e i calabro-valdesi” di Filippo De Boni

di Redazione. 29 luglio 2010

Pubblicato “L’inquisizione e i calabro-valdesi” di Filippo De Boni.

Dall’incipit del libro:

Segno di fraterno affetto e dell’armonia che lega la nostra mente, il nostro cuore e la nostra vita, cui abbiamo sacra alla patria e alla libertà religiosa e civile, accogli questo racconto. (continua…)

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“Gli Eretici d’Italia : discorsi storici – volume terzo” di Cesare Cantù

di Redazione. 28 luglio 2010

Pubblicato “Gli Eretici d’Italia : discorsi storici – volume terzo” di Cesare Cantù.

Dall’incipit del libro:

 Per la solita altalena, a Pio V fu dato successore Ugo Buoncompagni bolognese, che volle chiamarsi Gregorio XIII. Arrendevole e clemente fin a scapito della giustizia, le inclinazioni sue mondane dovette reprimere a fronte della riforma morale, (continua…)

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“Il peccato originale” di Camillo Berneri

di Redazione. 27 luglio 2010

Pubblicato “Il peccato originale” di Camillo Berneri.

Dall’incipit del libro:

Dio, creatore dell’uomo, condanna la generazione, fonte degli esseri umani. Dio, che in Adamo crea il maschio, ed in Eva la femmina, condanna il maschio e la femmina che si fanno una sola carne nell’amplesso.
L’assurdo è patente. (continua…)

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“Racconti politici” di Antonio Ghislanzoni

di Redazione. 27 luglio 2010

Pubblicato “Racconti politici” di Antonio Ghislanzoni.

Dall’incipit del libro:

C’è un paesetto in Val di Intelvi che si compone di cinque o sei case rustiche. Gli abitanti son tutti contadini, ad eccezione di un prete, il quale non è parroco, non è cappellano, non porta verun titolo che definisca il suo grado nella gerarchia ecclesiastica – è il prete del paese. (continua…)

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“L’Illusione” di Federico De Roberto

di Redazione. 23 luglio 2010

Pubblicato “L’Illusione” di Federico De Roberto.

Dall’incipit del libro:

- Il nonno! Il nonno!… Arriva!… È qui!…
Lasciata a precipizio la finestra insieme con Lauretta, ella si mise a correre per le stanze, gridò dinanzi all’uscio della mamma: “È arrivato!… È qui!…” scappò a dare l’allarme alle persone di servizio, e tornò verso la sala, chiamando: (continua…)

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