Bloody Hell

di Redazione. 30 novembre 2009

copertina bloody hellTredici storie su di lui. Tredici storie sull’oscuro signore e i suoi discepoli. Tredici storie sull’essere dai mille volti. Vi sono temi universali come l’amore, l’odio, la morte, su cui tutti hanno un’opinione, su cui tutti hanno un proprio pensiero, una propria idea… i demoni e gli angeli sono fra questi temi universali. Ed ecco allora che nasce un’antologia di racconti dedicata a loro. Un’antologia fatta di storie diverse legate a immagini e credenze diverse. C’è il demone della tradizione medievale, legato ad oscuri rituali e antiche maledizioni e quello che è presente in ogni uomo sotto le spoglie della brama di vendetta; c’è il demone che nasce da terre lontane (Giappone, Cina, altipiani dell’Africa) e quello che si manifesta in una notte senza luna; c’è il demone stanco del suo ruolo e desideroso di essere ammesso in paradiso e ci sono anche gli angeli, angeli pasticcioni e angeli furbi… (continua…)

Gabriele D’Annunzio: “Il compagno dagli occhi senza cigli”, Treves, 1928

di Bartolomeo Di Monaco. 30 novembre 2009

[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

Gabriele D'AnnunzioIl romanzo, che è del 1928, porta questa dedica: “A Eleonora Duse/ che del suo genio e del suo amore/ in tutta la sua vita di esilii/ fece a se stessa alterne/ una luce di lampada/ una luce di rogo. L’idillio amoroso con la Duse era terminato nel 1904; qualche anno prima, il 1900, il poeta si era ispirato a lei nel romanzo “Il fuoco”.
Devo ringraziare il prof. Giorgio Bárberi Squarotti che mi consigliò di prendere in mano questo romanzo, che considera tra i più belli di D’Annunzio.
Sin dalle prime pagine si respira un’aria insolita, infatti, prudente, compassata, rivolta all’indagine e alla riflessione. Le parole sono sapientemente misurate, le frasi trasmettono le emozioni con la serenità di una scrittura consapevole della sua forza. La vasta cultura dell’autore vi è diligentemente distillata, tale da far corpo con la narrazione: “L’anima in me è alta, sollevata da una specie di delirio stellare.”
Egli attende la visita di un lontano compagno di scuola, Dario (così lo ricorda: “pallore quasi diafano, labbra arcuate, occhi grigi senza cigli, scarsi sopraccigli, mento robusto, gote scarne, capelli fini e lisci, sopra un’alta fronte solcata di vene cerulee”), che ha vissuto in Inghilterra per molti anni ed ora ritorna in Italia perché gravemente malato di tisi. Fu il “compagno diletto”. Teme però quella visita che sicuramente lo condurrà a rievocare gli anni dell’adolescenza: “Crepuscolo dell’adolescenza, pieno di musiche soffocate e di pensieri impigliati nelle vene inestricabili, come parlerò io di te?” (continua…)

Il blook “A piccoli passi” diventa inglese

di Redazione. 27 novembre 2009

OfelonOfelon is starting!

Il libro “A piccoli passi – percorso di riflessioni” dei fratelli Riccardo e Giacinto Sabellotti, presentato nel mese di febbraio all’inaugurazione della pubblicazione sotto forma di blook, è ora on-line anche nella versione inglese. Il titolo tradotto è: ”One step at a time – a path for reflection“. Sul sito, sono inoltre già pubblicate le prime dieci slide collegate al libro: ”concetti in pillole” per sintetizzare i punti salienti del libro.

L’iniziativa fa parte del progetto “Il Villaggio di Ofelon“, un sito di condivisione e partecipazione culturale, in cui ognuno può offrire il suo contributo all’evoluzione e alla diffusione di un nuovo concetto di democrazia, che sia veramente rispettosa delle necessità dei propri cittadini, e a un nuovo concetto di informazione che sia gestibile da tutti. Un “adattamento culturale” che porti a un nuovo concetto di progresso concretamente vantaggioso, raggiunto attraverso il confronto e la condivisione delle idee.

Liberiamo il Wi-Fi

di Redazione. 26 novembre 2009

La carta dei cento, per il libero Wi-Fi

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (“Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore. Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata. Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica. (continua…)

Pagliacci e mostri

di Andrea Scartabellati. 15 novembre 2009
Sanchez

Copertina di "Pagliacci e mostri"

Albert Sánchez Piňol
Pagliacci e mostri. Storia tragicomica di otto dittatori africani
Libri Scheiwiller, Milano 2009
Euro: 15,00

«De Gaulle è il mio padre»
Bokassa

«Chi è quell’idiota che abbiamo a Bangui?»
De Gaulle

«A 55 anni è dotato di un’energia fuori dal comune. Comandante della nave, tiene il timone con un coraggio grande quanto la volontà di preservare la stabilità di cui egli è l’artefice e di forgiare nel cuore dell’Africa una nazione degna, forte e prospera»
Un simpatizzante

«Un conto corrente con gambe e berretto in pelliccia di leopardo»
Un detrattore

«Immaginare che Mobutu possa smettere di rubare è come pensare che i gatti non daranno più la caccia ai topi»
Un funzionario della Banca Mondiale

Dall’Introduzione: delle atrocità e delle comicità

Questa è una storia di uomini mediocri. Ignoranti che si sono proclamati maestri. Codardi che si sono fatti passare per eroi. Esseri insignificanti che si credevano divinità. È la storia di un pungo di dittatori africani.
Questi uomini si sono presentati ai loro connazionali e al mondo intero come individui di eccezionali qualità. In perfetta armonia con i loro supposti meriti si sono attribuiti titoli altisonanti, come ad esempio: Leader d’Acciaio, Miracolo Unico o Signore delle Bestie della Terra e dell’Acqua. (continua…)

Gabriele D’Annunzio: “Solus ad solam”, Sansoni, 1939

di Bartolomeo Di Monaco. 15 novembre 2009
Gabriele D'Annunzio

Gabriele D'Annunzio

È un’opera poco conosciuta e postuma (l’autore era morto un anno prima, il 1 marzo 1938), che narra la tragica storia d’amore, iniziata nel 1906, tra l’autore e una donna sposata, la contessa Giuseppina Giorgi Mancini, chiamata Giusini (“o Giusini dolce”), che comparirà ne “Le faville del maglio, tomo I, Treves, pagg. 636-653, con il nome di Amaranta. A lei dedicherà “La Nave” e a lei parteciperà le nuove opere composte sotto l’influenza del suo amore. Dopo vari indugi la sua amata, infatti, cederà al suo ostinato e assiduo corteggiamento in un giorno che D’Annunzio non dimenticherà mai più, e menzionerà continuamente nelle lettere all’amata: l’11 febbraio 1907, quando si trovavano nella villa La Capponcina, sita sul colle di Settignano in Firenze (“l’Eremo sul colle di Settignano”), che il poeta aveva preso in affitto al tempo del suo amore per Eleonora Duse, finito nel 1904: “Ti ricordi della sera di febbraio? Era un lunedì, come oggi: era il giorno della luna nuova, l’undicesimo del mese. Eravamo stati nel ‘piccolo giardino’. E, finalmente, dopo tanto diniego, dopo tanta lotta, io t’avevo presa su i cuscini verdi; ma tu, nel tuo sbigottimento parevi inconscia.” L’opera destinata a ricordare questa sua passione e da cui è stato tratto il brano è, appunto, “Solus ad solam”, composta dall’8 settembre al 5 ottobre del 1908, quando la interruppe poiché “l’amarezza mi soffocò”. Essa fu portata a conoscenza della Giusini dallo stesso D’Annunzio in una lettera dell’11 novembre 1911, e a lei il poeta consegnò l’autografo a Roma il 26 maggio 1915, prima di partire per la guerra. Sarà Giusini ad autorizzarne, dopo la morte dell’autore, la pubblicazione. (continua…)

“La destinazione del ritorno in ‘La morte del fiume’ di Guglielmo Petroni”, di Elisabetta Brizio

di Matteo Veronesi. 8 novembre 2009

Se avrò un’ombra
che mi canti sotto le tempie
sarà l’inno nella cattedrale,
sarà un fuoco, un lume.
Se di nuovo t’avrò
il fuoco del mondo riscalderà
un altro deserto siderale,
il fiume di voci, di annunci
sfocerà nel linguaggio fondo.
Se la tua luce sarà tradotta
da chi ode i supersuoni
sapremo alfine di quale tempra
s’è fatto duro il giusto sogno
che ti percuote.

Guglielmo Petroni, Canto sotterraneo

Una significativa allegoria, quella dei versi in esergo, del passaggio dal subconscio alla coscienza (anche se si tratta di una coscienza trascendentale, stagliata nel reame dei “supersuoni” impercettibili – di una coscienza sovracoscienziale) attraverso l’immagine, la parola, il canto. E forse anche mediante l’essenza del ricordo, sottratta, direbbe Proust, “alle contingenze del tempo”, o forse immessa e redenta nell’ inestinguibile fluire del tempo. (continua…)

Poesie di Christian Iacomucci

di Giuseppe D'Emilio. 3 novembre 2009

Mettiamo online volentieri tre poesie del giovane marchigiano Christian Iacomucci, tratte dall’antologia Lo spreco dei vent’anni pubblicata nel 2009 dalle edizioni Artemisia.

Le labbra di Luce

Cascinale d’ardesia
casolare brunito nel tempo
intro la mente
Terrazze soltanto (continua…)

VALERIO EVANGELISTI: VERACRUZ

di Giuseppe D'Emilio. 3 novembre 2009

copertina veracruzÈ appena uscito per i tipi di Mondadori il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti: Veracruz.

Ecco il testo delle bandelle:
“Siamo nel 1683, due anni prima degli eventi narrati nel romanzo Tortuga. Il cavaliere Michel de Grammont, ultimo leggendario capo dei Fratelli della Costa che infestano il mar dei Caraibi, propone ai compagni un’idea folle: conquistare e saccheggiare Veracruz, la città più importante della Nuova Spagna, giudicata imprendibile. Un’impresa condannata anche da quella corona di Francia di cui i pirati si dicono gli agenti, che ha firmato con gli spagnoli un effimero trattato di pace.
Prende il largo dall’isola di Roatán la flotta più imponente che abbia solcato le acque centroamericane. Uomini spericolati, cinici, rotti a ogni crudeltà. Se esiste un ideale, è di arricchirsi in fretta e sperperare tutto nei pochi anni di vita che rimangono. Quanto all’orizzonte strategico che ispira chi manipola i fuorilegge del mare – togliere alla Spagna il monopolio dei commerci nell’area caraibica – è per gli equipaggi puro pretesto che legittima un’avidità sfrenata.
Hubert Macary, ufficiale al servizio del capitano Lorencillo, è uomo stolido, coraggioso e fedele, con un lungo passato militare. Considera una virtù l’obbedienza cieca, la gerarchia il perfetto assetto sociale. La ferocia dei pirati non lo turba: l’importante è obbedire. (continua…)