Il sangue non è acqua di Paolo Agaraff

di Redazione. 28 luglio 2009

Il sangue non è acquaPubblichiamo una recensione di Salvatore Proietti uscita sul n.31 della rivista “Alpha quadrant”.

Paolo Agaraff, Il sangue non è acqua, Pequod, Ancona 2006 – p. 127, € 13,40

A Isola Mortorio, al largo della Sardegna nordorientale, si raccontano storie misteriose, provenienti dal passato e dall’America. Siamo nel 1930, e un gruppo di persone si radunano in occasione di un’eredità. Da una parte, abbiamo un incrocio fra thriller e giallo classico alla Agatha Christie, con una serie di omicidi dei parenti lì riuniti. Ma c’è altro, di cui è traccia un diario del primo Ottocento, una storia marinara in cui un immigrato sardo arriva alla Nantucket di Moby-Dick e della caccia alla balena, viaggia negli oceani e incontra eventi arcani. Mentre il diario si conclude a Innsmouth, uno dei luoghi più conosciuti nella geografia orrifica di H.P. Lovecraft, i segni della cosmogonia lovecraftiana si estendono alla trama parallela ambientata nella nostra Italia quotidiana dell’era fascista. (continua…)

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Caterina Falconi: “Sulla Breccia “, Fernandel, 2009

di Bartolomeo Di Monaco. 20 luglio 2009
Caterina Falconi

Caterina Falconi

È il romanzo d’esordio dell’autrice che nel 1999 vinse il premio Teramo.
La storia si svolge “in una cittadina antica che aderiva come una cuffia alla cima di una collina tondeggiante.” Siamo nella provincia di Teramo, dove la Falconi è nata nel 1963.
Silvia Mancini appartiene a quella gioventù annoiata che non ha ancora avvertito il proprio destino. I genitori sono riusciti a farle prendere il diploma magistrale e stanno trafficando per trovarle un lavoro. La ragazza trascorre il suo tempo passeggiando con l’amica Cinzia, una che non si fa mancare i suoi amorucci estemporanei. Rimprovera a Silvia di non fare altrettanto. (continua…)

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La Lavagna di Amerigo

di Marco Calvo. 15 luglio 2009
Copertina de "La Lavagna di Amerigo"

Copertina de "La Lavagna di Amerigo"

Scheda tratta dal sito Internet Il Rovescio Editore:

La storia di Alfredo è quella di un uomo che un giorno si accorge che la sua vita gli è passata davanti in silenzio, la polvere ha ormai ricoperto i suoi fumetti e i suoi ricordi, ma per lui non è ancora finita. Tra alterne vicende perderà e ritroverà un equilibrio.

La storia di Alfredo è anche una storia d’amore, di vecchi e nuovi amori, di amori paterni, di amore per le piccole cose e per la vita stessa. Con l’aiuto di un saggio barista che ogni giorno regala agli avventori del suo locale piccole perle di saggezza popolare. (continua…)

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Mario Coglitore, Il timbro e la penna, Guerini 2008

di Andrea Scartabellati. 10 luglio 2009

MarioIl timbro e la penna. La «nazione» degli impiegati postali nella prima metà del Novecento, Guerini e Associati, Milano 2008, p. 355, euro 28,00.

Questo libro ricostruisce la quotidianità professionale degli impiegati delle Poste nonché alcuni aspetti delle loro vicende private. L’autore ha utilizzato i fascicoli del personale delle vecchie direzioni provinciali di Venezia e Torino per cogliere la “sostanza antropologica” del travet delle Poste, e il suo rapporto con il contesto sociale e politico. Ne emerge una storia della burocrazia italiana e delle decine di dipendenti postali che si affannano ogni giorno in mezzo ad apparati telegrafici, timbri, regolamenti, disposizioni di servizio e rigide prassi lavorative, rinchiusi tra le pareti vetuste degli uffici. (continua…)

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Jasenovac Memorial Museum. Jasenovac Memorial Site

di Andrea Scartabellati. 9 luglio 2009

MemoriaJasenovac Memorial Museum. Jasenovac Memorial site,
a cura di Tea Bencic Rimay,
Spomen podrucje Jasenovac,
Jasenovac 2006.

From: The Victim as an Individual, di N. Jovicic.
(Da: La vittima come individuo, di N. Jovicic). 

Jasenovac fu un luogo di morte, un luogo di crimini e un luogo di rapporti bestiali tra uomini, tra nazioni. La memoria di un luogo di questo tipo, che nel tempo diventa luogo di commemorazione, deve sempre esprimere un messaggio umanistico profondo. (…)

Le domande fondamentali che oggi ci poniamo nel nostro lavoro sono come individuare i problemi prima che nascano, come prevenire e fermare qualsiasi forma di violenza, come agire prima che sia troppo tardi e come proteggere chi potrebbe diventare una futura vittima. Oggi il Museo di Jasenovac, dove la sofferenza è personalizzata e dove le vittime vengono identificate in modo tale che rappresentino se stesse, è un sito per insegnare la non violenza, la democrazia e i diritti umani, un luogo dove i giovani diventano coscienti di ciò che significa negare la dignità umana (…). (continua…)

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Non diamo per scontata la democrazia

di Marco Calvo. 8 luglio 2009

No al bavaglio del DDL AlfanoDi tanto in tanto leggiamo appelli in difesa della democrazia. Molti Italiani (a occhio, un terzo del Paese) ne sono annoiati. Questi ripetuti richiami, proprio perché ripetuti, gli appaiono poco credibili. Se da anni si grida al regime, e nel 2009 siamo ancora qui a ripeterlo, evidentemente questo regime non c’è. O se c’è, è uno strano e innocuo regime, che dà spazio al dissenso.

Personalmente credo che gli appelli siano fondati; perché nessuno può negare che lo scenario informativo sia cambiato. In peggio. Ma soprattutto perché stiamo scivolando nel novero dei Paesi non democratici lentamente. Ogni anno lasciamo che un pezzetto di libertà ci venga tolto.

Succede perché i mezzi di informazione non sono pienamente liberi, ma anche perché non si sono ancora verificati eventi traumatici. In un contesto del genere, è inutile ricordare che in Italia il Fascismo si affermò dopo aver strisciato sotterraneo per anni, nell’indifferenza dei più. La storia, si sa, non è maestra di nessuno.

Ma dovremmo se non altro liberarci dal pregiudizio che valori come la tollerenza, la libertà di parola, la legge uguale per tutti, la democrazia, l’indipendenza della magistratura (e più in generale la separazione dei poteri) sono scontati e indistruttibili. (continua…)

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Dossier: Complesso memoriale di Jasenovac, Fondazione Benetton 2007

di Andrea Scartabellati. 8 luglio 2009
Il "fiore" di Jasenovac, fotografia di N. Cilinger

Il "fiore" di Jasenovac, fotografia di N. Cilinger

DOSSIER
Complesso memoriale di Jasenovac

Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, XVIII Edizione

Fondazione Benetton Studi Ricerche,
Treviso 2007

Dall’INDICE:

- Atlantino geografico e storico di Jasenovac
- N. Mataušić, Il campo di concentramento di Jasenovac
- Ð. Mihovilović, J. Smreka, Sulla “lista delle singole vittime”
- B. Biskupić, …soprattutto la verità
- N. Jovićić, Mai più
- H. Karge, Dalla “memoria congelata” allo scontro del ricordo: i monumenti commemorativi della seconda guerra mondiale nella Jugoslavia di Tito
- J. Wolschke-Bulmahn, I luoghi della memoria: ricerca di identità e disegno del paesaggio
- F. Achleitner, Jasenovac: un fiore per i morti
- Bogdan Bogdanovič. Breve nota sulla vita e sulle opera.
- B. Bogdanovič, Il labirinto nel labirinto e La rapina dei simboli

Motivazione della giuria

La giuria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino ha deciso all’unanimità di dedicare l’edizione 2007 a un vasto spazio aperto, appoggiato alla riva della Sava presso il villaggio di Jasenovac, in Croazia, fino al 1941 area di una fornace di mattoni, dal 1941 al 1945 campo di concentramento (continua…)

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