Pelagio D’Afro: I ciccioni esplosivi

di Redazione. 18 giugno 2009

I ciccioni esplosiviÈ finalmente disponibile nelle peggiori librerie del Regno, in quelle online e sul sito dello sciagurato editore (Montag) il romanzo I ciccioni esplosivi di Pelagio D’Afro!


Avete presente la formula “scoppiare di salute”? Ebbene, non è esattamente ciò che capita ad alcuni residenti sovrappeso di una città marchigiana, che, coinvolti in una serie di inspiegabili esplosioni, finiscono per addobbare la città con i loro poveri resti. Esiste forse un “cicciobomber”? Oppure si tratta di un nuovo tipo di kamikaze al servizio del terrorismo islamico? Dovranno scoprirlo, tra gli altri, un ispettore innamorato di Dante Alighieri, un’affascinante prostituta e tre vecchi squinternati. Il romanzo I ciccioni esplosivi analizza in maniera disincantata e divertente – ma spietata – le contraddizioni della nostra società. È l’atteso prequel de
Le rane di Ko Samui di Paolo Agaraff (PeQuod, 2003) e può essere considerato il manifesto del Buddhepicurismo. (continua…)

Gaetano Cappelli: “Volare basso”, Marsilio, 2009

di Bartolomeo Di Monaco. 15 giugno 2009
Gaetano Cappelli

Gaetano Cappelli

Si tratta della ristampa di un romanzo uscito per Frassinelli nel 1994, quando ancora l’autore non vantava la notorietà di questi ultimi anni, ma già scriveva opere destinate a durare, come questa di cui ci occuperemo, che può dirsi il preludio a quello straordinario romanzo che è “Parenti lontani“, uscito nel 2000 e vincitore nel 2008 del premio John Fante, a cui “Volare basso” si lega per la rappresentazione di una terra, quella lucana, e di un popolo ricchi di fascino, di tradizioni e di storia: “un posto fuori da ogni giro e da ogni sogno”; “Imbocco la stradina che porta in piazza. Ci sono gruppetti di vecchiacci in cappotti a quadri, corti, stretti, lisi, gli stessi che vent’anni prima hanno protetto i loro figli emigrati dal freddo e dalla solitudine nelle strade di grandi metropoli del Nord.

Viaggiamo nella memoria. I protagonisti sono diversi, ma si somigliano come gocce d’acqua, dal primo, Eugenio Granieri, a Silvio Costa, a Bruno La Padula, fino a sfumare nel finale in un solo personaggio dal malinconico contrassegno di morte e di delusione. Pure le donne, tutte con la mania del sesso e del tradimento, si somigliano. Le vite si intrecciano continuamente. In comune hanno una vita insoddisfatta, talvolta grama, senza fortuna. Eugenio Granieri può rappresentarli e assorbirli tutti, ne è allo stesso tempo lo specchio moltiplicatore e il grandangolare: lui, rimasto a vivere nei suoi luoghi, è spento e deluso come saranno tutti gli altri: “mi sento come uno di quei poveri nei romanzi di Dickens. Dieci anni fa non avrei mai pensato di ridurmi in questo stato.”; “ho già perso tutto quello che c’era da perdere, pagato tutto quello che c’era da pagare.” I suoi compagni sono partiti per trovare fortuna altrove. Non è facile dimenticarli, anche se in qualche caso non si sa neppure in quale parte del mondo siano finiti. Hanno vissuto insieme, però, una parte importante della loro vita, quella della giovinezza, dell’entusiasmo, della irresponsabilità, dell’avventura. (continua…)

Novità da vibrisselibri

di Giuseppe D'Emilio. 9 giugno 2009

A dispetto della crisi, la scommessa di vibrisselibri – trovare spazi per libri “mostruosi” nell’editoria tradizionale – avanza. Altri due libri pubblicati solo on line dalla casa editrice “anfibia”, nata nel 2006 da un’idea dello scrittore Giulio Mozzi, imboccano la via della carta. Grazie a Barbera Editore, la raccolta di racconti in versi Appuntamento col notaio / Paura della notte di Alessio Paša è appena approdata in libreria, mentre il romanzo Tutto deve crollare di Carlo Cannella verrà pubblicato entro fine anno dalla stessa casa editrice. I libri si aggiungono alle altre due opere diffuse prima on line e poi in carta: il romanzo Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola, edito da Rizzoli, e il saggio Una tragedia negata di Demetrio Paolin, edito da Il Maestrale. (continua…)

“In quel punto entra il vento”. L’inattualità di Remo Pagnanelli

di Matteo Veronesi. 8 giugno 2009

Le vent se lève!… Il faut tenter de vivre!
Paul Valéry

Compito primario della poesia è sempre stato quello di provocare una interazione tra la storia e le invarianti della specie umana, tra archetipi e contesto sociale, di modo che ne nascessero ipotesi, almeno, nuove sul mondo. Quello che scorgo è una volontà di resistenza ammirevole nell’unica battaglia politica che valga la pena di combattere: conservare e custodire il patrimonio dei nostri socioletti. Se sapremo rivivificare il passato, il futuro, che pare fosco, sarà un affare che ci competerà.

Remo Pagnanelli

(continua…)

Vilma Ramella: “La mancata cangura”, Edizioni Marco Valerio, 2009

di Bartolomeo Di Monaco. 6 giugno 2009
La mancata cangura

La mancata cangura

L’autrice, morta tragicamente il 7 luglio 2007, travolta dal carico di un autotreno, ha al suo attivo, sempre per le Edizioni Marco Valerio, Torino, “L’Ospizio degli ultimi giorni”, del 2005, una raccolta di racconti. Questo è il suo primo romanzo, che esce postumo per le cure del marito Giuliano e di Marco Civra della Marco Valerio.
La protagonista, di genitori Veneti (di Motta, nel trevigiano), ritiratasi nel Biellese, vive di ricordi. Uno dei più lancinanti riguarda il matrimonio della madre, a cui i nonni non avevano voluto assistere. La madre ne aveva ricavato una grande ferita, non più rimarginata e trasmessa alla figlia, che di quella sofferenza si sente erede. Ha davanti una foto dei genitori scattata in occasione delle nozze, e la memoria crea arabeschi e vagheggiamenti sulle loro figure, smagrite, di persone semplici e povere.
Il ricordo o la visione di piccoli oggetti, come una foto, oppure una lettera venuta dal Veneto ai tempi che la madre ne riceveva ogni tanto dai genitori, ossia le piccole cose domestiche ed intime ad un tempo – ricche di storia e di significati – sfogano nella protagonista sentimenti teneri, malinconie e gioiosità sopite, che costruiscono via via una vita parallela a quella dolorosa di tutti i giorni.
Ne scaturisce una specie di spirituale confessione, permeata da una vigile liricità ed intessuta di una scrittura originale (in cui sovente la parola o le parole si replicano nel loro doppio) che trasporta il sentimento come su di una personalissima tastiera di suoni e di colori: “Ecco così indietro noi ritorniamo e rivediamo i volti delle nostre madri, di tutte le nostre madri che noi siamo state, che noi siamo, madri a noi stesse, e ne assorbiamo le ombre ombre come nuvole sfuggenti sul volto della luna così lontano va il nostro pensiero oh! così lontano adesso noi andiamo adesso che la luna è come l’India ha colori turchesi e verdi e le nostre madri hanno i fruscii dei sari di seta come seta sono stasera le nostre madri stasera che la luna è rossa stasera che la luna ha bruciato le ombre e sono soltanto colori.” (continua…)

In guerra con Napoleone. Memorie di Filippo Pisani. Russia 1812, a cura di E. Damiani

di Andrea Scartabellati. 2 giugno 2009
A cura di E. Damiani, Nordpress, Chiari (BS) 2006, pp. 320 con illustrazioni. Euro: 22

A cura di E. Damiani, Nordpress, Chiari (BS) 2006, pp. 320 con illustrazioni. Euro: 22

Il 25 giugno 1812 la Grande Armée condotta da Napoleone in Russia intraprese l’attraversamento del fiume Niemen: era l’inizio del più grande disastro militare per il “dio della guerra”. Mentre vedeva sfilare questa moltitudine di fanti, artiglieri, cavalieri ed equipaggi di ogni sorta, Filippo Pisani non poteva immaginare che soltanto poche migliaia di uomini sarebbero tornati.

Alla sua prima campagna, questo giovane ufficiale d’artiglieria del Regno d’Italia sperimentò sofferenze paurose: caldo e freddo estremi, fame e sete, un territorio e una popolazione ostili, gli orrori della battaglia, e infine la fatica fisica e morale della prigionia. Con penna da cronista, Pisani registrò tutti gli avvenimenti di cui fu testimone, organizzando i suoi ricordi con la chiarezza della visione d’insieme e l’intensità di chi visse quei fatti.

(continua…)