Rien ne va plusdi Giuseppe D'Emilio. 31 marzo 2009
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Giorgio Morale: “Acasadidio”, Manni, 2009di Bartolomeo Di Monaco. 28 marzo 2009
Dopo “Paulu Piulu”, uscito sempre per l’editore Manni nel 2005, Giorgio Morale, che vive a Milano ed è insegnante di Lettere negli Istituti di istruzione secondaria superiore, affronta questa seconda prova avendo alle spalle un esordio che ricostruiva una storia biografica attraverso la memoria.Qui invece, alla memoria si affianca il presente, ossia la vita reale che scorre e esibisce il suo conto quotidiano, pieno di segni di umiliazione, di corruzione e di dolore. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
Giovanni Testori: “Il ponte della Ghisolfa”, 1958di Bartolomeo Di Monaco. 23 marzo 2009
Dire periferia di Milano e dire Giovanni Testori è la stessa cosa, tanto questo scrittore si plasmò con gli ambienti popolari e sofferenti della sua città. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
I soldi del Premio Grinzane Cavourdi Redazione. 16 marzo 2009
E’ di queste ore la confessione del presidente del “Premio Grinzane Cavour”, Giuliano Soria. Ha ammesso di aver usato parte dei soldi pubblici destinati al premio per sue iniziative private. Non ho letto tutto l’articolo; forse lo faceva da anni, ma in realtà non è importante. Non so se vi è mai capitato di chiedere a un qualsiasi Ente pubblico un sostegno per una vostra iniziativa culturale. Se lo avete fatto, in tutta serenità, dubito che l’esperienza sia stata positiva. Nella migliore delle ipotesi, vi siete scontrati con una mole grottesca di scartoffie (del tutto inutile, come la cronaca ci insegna). Nella peggiore, avete ricevuto richieste più o meno velate di mazzette o altri favori (appalti a ditte “raccomandate”, assunzioni, pubblicità per questo o quell’assessore, ecc.). (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
Gianluca D’Annibali a Falconara Marittimadi Giuseppe D'Emilio. 13 marzo 2009
Oggi, alle ore 21, presso la sede dell’associazione culturale “L’Orecchio di Van Gogh” (via Leopardi,21/b, Falconara Marittima), Massimo Fabrizi presenta la raccolta di poesie di Gianluca D’Annibali Sulla riva del foglio. Saranno presenti l’Autore e Fabio Maria Serpilli, curatore della collana minimapoetica. Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
Carlo Coccioli: “Fabrizio Lupo” (1952)di Bartolomeo Di Monaco. 6 marzo 2009
La ripubblicazione, nel 2009, del romanzo “Davide” per iniziativa della Casa editrice Sironi, ha risvegliato l’interesse nei confronti di questo scrittore livornese, che in vita patì un vero e proprio, quanto ingiustificato, ostracismo da parte della critica ufficiale, amato, invece, e molto letto all’estero, in Francia in modo speciale, e poi in Messico, dove stabilì la sua residenza e morì nel 2003. Commenta questo articolo (ora ci sono: 0 commenti).
Senigallia 2.0di Giuseppe D'Emilio. 3 marzo 2009
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Bambini lanciati in aria per fare il tiro a segno. Alberto Sed, sopravvissuto ad Auschwitz, raccontadi Francesco Simone. 1 marzo 2009
Un giorno io e un altro prigioniero ci trovavamo vicini ai carretti per il trasporto dei bambini. Dovevamo farne salire a bordo alcuni, fino a completare un carico. Una SS si avvicinò, indicò con il dito un bimbo di un paio di mesi e disse al mio compagno di lanciarlo sul carretto. Per rendere l’ordine più chiaro, mimò il gesto con le braccia, disegnando un volo molto ampio. Lanciarlo? chiese il mio compagno, sbigottito. Il tedesco insisté. Gli puntò contro il fucile, urlò, e a lui non rimase che eseguire. In un istante che durò un’eternità, la SS sollevò la sua arma, prese la mira e sparò al piccolo mentre era in aria, come fosse al poligono di tiro. Lo centrò in pieno. Un suo collega, che osservava la scena da vicino, imprecò. Meno male, pensai, c’è ancora qualcuno che ha nel cuore un po’ di umanità. Ma presto quello che aveva brontolato si calmò, si mise una mano in tasca e prese dei marchi. Accennò a un sorriso sforzato, strinse la mano all’altro e gli consegnò il denaro. Impiegai un po’ per capire. Su quel tiro avevano scommesso, ecco spiegata la delusione del perdente. Lo vidi fare più volte. Ogni volta eravamo noi a dover portare i bambini ai loro carnefici. Noi a lanciarli in aria, sotto la minaccia delle armi, con le SS che si esercitavano a colpirli mentre erano in volo. (continua…) Commenta questo articolo (ora ci sono: 1 commento).
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