Domani avrò trent’annidi Giuseppe D'Emilio. 27 settembre 2008
Segnaliamo con piacere l’ultimo romanzo di Marco Candida, Domani avrò trent’anni, Eumeswil, 2008. Benvenuti all’Adludum… Accomodatevi… Valentino al bancone del bar vi preparerà tutto quello che desiderate… Volete un Singapore Sling? Un Peter Pan? Un Casablanca? Un Occhio del Ciclone? Valentino preparerà per voi qualsiasi bevanda. Non pagherete molto. Qui i prezzi sono molto bassi. L’Adludum è una taverna quasi illegale. Un posto per farci soltanto le feste. Per stare tra amici. Per raccontarsi di tutto. Anzi, non prendete troppo sul serio tutto quello che sentite qui dentro. A volte qui dentro si fa a gara a chi la spara più grossa. (continua…) Nessun commento.
Il ruolo della Cultura al Bioparco di Romadi Massimiliano Pellegrino. 26 settembre 2008
L’evento sarà coordinato da Ugo Gregoretti (presidente Anac) e Nino Russo e ospiterà gli interventi di Carla Bodo, Tullio De Mauro, Rino Falcone, Carlo Lizzani, Gerardo Marotta e Renato Parascandolo. La cultura come scelta strategica per una società in trasformazione. (continua…) Nessun commento.
Tutti i blog italiani sono fuorileggedi Marco Calvo. 24 settembre 2008
Il Tribunale di Modica ha condannato un blogger italiano, Carlo Ruta, per stampa clandestina. Il motivo? In Italia, di fatto, i siti Internet con un contenuto informativo aggiornato periodicamente (cioè quasi tutti) sono assimilati a una rivista. Non registrata e cartabollata. E quindi fuori legge. (continua…) Nessun commento.
A prova di spiadi Franco Pecori. 23 settembre 2008
Titolo originale: Burn After Reading Con: Brad Pitt, George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Matt Walton, Logan Kulick, Richard Jenkins. Leggero ma non troppo. Il terzo capitolo della “Trilogia dell’idiota” dedicata alla bravura di George Clooney (Fratello, dove sei?, 2000 e Prima ti sposo, poi ti rovino, 2003) continua nella critica sociale già espressa in chiave drammatica in No country for old men (Oscar 2008). Cambiato il registro (qui siamo nella commedia), non si attenua l’ironia, anzi si tinge a tratti di finissimo sarcasmo. La cinepresa è puntata sulle incoscienze degli americani, sui loro tic indicativi di una multiforme alienazione che rende paradossali certi loro modi di essere, nelle situazioni usuali riferite sia alla quotidianità spicciola sia ai livelli più impegnati e segreti dell’Intelligence. (continua…) Nessun commento.
Un giorno perfettodi Franco Pecori. 12 settembre 2008
Un po’ di ironia non guasterebbe. Questo Mastandrea è troppo rigido, con la faccia seria e cattiva, non vede l’ora di concludere tragicamente la propria vicenda di marito respinto. E con la sua legnosità condiziona il racconto, esaltando per contrappasso la sciaguratezza della moglie (Ferrari), sbattendola persino fuori ruolo, via per una tangente paradossale che finisce per svuotare la portanza del contenuto (l’origine è il romanzo “stregato” di Melania Mazzucco, 2003). Il film sembra divorato dall’attualità, le situazioni si consumano in una sorta di rispetto totale dei riferimenti tematici esterni, esigentissimi verso una sceneggiatura perfettamente misurata sul grado di comprensibilità convenzionale generalista. (continua…) Nessun commento.
L’archeologia poetica di Simone Salandradi Matteo Veronesi. 9 settembre 2008
Rari sono coloro che potranno comprendere questi canti, con la loro trascendenza che continua a crescere all’infinito. Essi richiedono un altro occhio, per il quale gli oggetti tangibili non sono che apparenze”. Così scriveva Oswald Spengler nelle sue Riflessioni sul lirismo, in una pagina citata, molto a proposito, da Roberto Roversi in esergo alla sua postfazione a Solstizio d’inverno (Book Editore, Castelmaggiore 2008, pp. 96, euro 12,50), la seconda raccolta di Simone Salandra, giovane poeta bolognese. (continua…) Tag: era post-ideologica, età argentea, fine della storia, lucano, Poesia e archeologia, post-storia, Postmoderno, Spengler.
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La poesia di Laure K. Phoenixdi Matteo Veronesi. 4 settembre 2008
Ho il piacere di presentare, per la prima volta, al lettore italiano le poesie di Laure K. Phoenix, pubblicate in Francia, in edizione privata, sotto lo pseudonimo di Pascale Kukawka. Sotto questo stesso nom de plume, l’autrice parigina è già nota in patria per alcune sottili e raffinate pièces teatrali, da Jours d’été a Requiem. Difficilissimo, se non impossibile, da definire e da classificare – apparentemente inafferrabile, per così dire impalpabile, pur nella sua leggerezza insostenibile, nella sua spessa e risonante consistenza esistenziale e concettuale – il discorso dell’autrice sembra fondere la poésie ininterrompue, l’écriture automatique dei surrealisti (e magari l’ardito analogismo del primo Apollinaire e del primo Ungaretti) con una visione platonica dell’idealità assolutizzata e rarefatta, della reminiscenza incorporea e sublimante: visione mediata, forse, dalla Pléiade e da Maurice Scève (la parola poetica che coglie e fruga “l’anima dell’anima”, il nucleo essenziale e segreto della vita e del sentimento; la “morte immortale” ravvivata dall’amore allo stesso modo che la Fenice risorge dalle sue ceneri). (continua…) Tag: Laure K. Phoenix, Pascale Kukawka, platonismo, Pléaide, poesia femminile francese, Poesia francese contemporanea, poetesse francesi.
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