L’esperienza della pioggia: Stefano Loreficedi Francesco Simone. 30 marzo 2008
In un “corpus” unico città e frontiere in forma di corpi. Netta e costante la forma di questi corpi trasferiti in immagini dal valore e dal chiaro senso di delicate quanto dinamiche emozioni. “L’esperienza della pioggia” è l’incastro di sguardi distratti, di tosse e di fiato necessario (sino alla prossima fermata), di scarpe che cedono di corsa, di accumulo di passi; ed in questo tutto l’istinto naturale di ricerca di se’ attraverso gli altri, di bisogno di creazione attraverso il corpo (la voglia di dare) e non solo di corpo come frontiera in quella fisicità spesso solo di contorno. Dal dentro, dallo stomaco, dalla voglia a tratti rabbiosa, “senza ficcare in gola una deriva” arriverà il contatto e sarà amore che non si reprime ma ondata prolifica che deve essere e deve dare. L’esperienza della pioggia 417 |
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