La gelateria è “open”

di Redazione. 7 agosto 2006

Quando in un luogo pubblico si vuole fare ascoltare musica (in una discoteca o nella pausa del caffè durante un convegno), bisogna pagare una tassa alla SIAE.

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Artusi, La scienza in cucina

di Giuseppe D'Emilio. 7 agosto 2006

Piero Camporesi nell’introduzione a La scienza in cucina (Einaudi, 1991) afferma che il manuale artusiano, assieme al Pinocchio di Collodi e al Cuore di De Amicis, è uno dei capisaldi della cultura italiana dell’Ottocento e “svolse il civilissimo compito di unire e amalgamare, in cucina e poi a livello di inconscio collettivo, nelle pieghe insondate della coscienza popolare, l’eterogenea accozzaglia delle genti che solo formalmente si chiamavano italiane. […] Mai occulta persuasione fu più semplice e umana, mai il prodotto in vendita conobbe un livello tanto elevato di buon gusto, cultura, civile divulgazione. […] E così un numero considerevole di italiani si trovarono uniti a tavola, mangiando gli stessi piatti e gustando le stesse vivande”.

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Intervista a Piernicola Silvis

di Giuseppe D'Emilio. 5 agosto 2006

Basandosi sul titolo e sui “segnali” che invia la copertina del romanzo con il quale l’editore Fazi inaugura la collana “Vele nere”, chi non conoscesse il tema trattato da Silvis potrebbe ritenere di trovarsi di fronte a un thriller nel quale sia presente un serial killer o, come più correttamente lo chiama l’autore, un assassino seriale.

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Intervista a Paolo Agaraff

di Giuseppe D'Emilio. 5 agosto 2006

La letteratura e il cinema di genere (fantasy, fantascienza, poliziesco ecc.) sono spesso considerati arte “di serie B”, non solo da critici “ufficiali”, ma anche da una parte del pubblico, forse quello più snob.

Non mancano, certo, supporti a favore di questo atteggiamento: alcune opere di questo tipo, oltre a prefiggersi intenti eclusivamente commerciali, sono prive di originalità, scritte (o tradotte) male e, dietro il paravento della serialità, ripetitive; appaiono adatte, insomma, a palati grossolani o a soddisfare esclusivamente (ma, beninteso, più che legittimamente) esigenze di intrattenimento.

Tuttavia, nel genere si trovano lavori di livello non di rado più alto di quello che raggiungono opere mainstream che, magari, dietro il paludamento della (pseudo)ricerca letteraria nascondono presunzione, dietro la comoda etichetta del postmoderno nascondono il vuoto di idee. Tanto per fare un esempio noto, pochi negano che il film di fantascienza “2001, odissea nello spazio” di Kubrick sia un capolavoro tout court.

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Come si conservano (e divulgano) i libri antichi

di Redazione. 4 agosto 2006

L’amico Giuliano Merz mi segnala un sito francese “SCD ULP – Digital Documents“, dedicato alla conservazione e divulgazione di libri antichi. Vi si trovano testi e documenti, per lo più in lingua francese, dal XVI al XX secolo, digitalizzati a colori e in alta risoluzione (inutile dire che vi si trovano belllissime miniature). (continua…)

Guide turistiche…

di Serena Ricci. 3 agosto 2006

“Palermo è una cipolla” di Roberto Alajmo

Dieci brevi capitoli, a volerli chiamare così, perché in realtà si potrebbe considerarli punti di un elenco, riprendendo la struttura che lo scrittore sembra proporre. Una lettura veloce dunque, un libretto da divorare in una mezz’ora, ma come sappiamo, spesso l’apparenza inganna. Il libro si divora sì, ma non è il caso di consigliarlo per quel tipo di lettura distratta da autobus. Difficile perdersi una riga e voler comprendere il concetto così com’è, alla fine del paragrafo. Dieci brevi capitoli, ma densi. E incuriosisce che l’autore li indichi, scrivendo per esteso UNO, DUE, TRE, e via di seguito, come a far credere che si tratti di una lista di cose da fare, da vedere, da non potersi perdere, tipiche delle ‘vere’ guide turistiche. Perchè ‘Palermo è una cipolla’ di Roberto Alajmo, è molte cose, l’ultima delle quali però, una guida turistica.

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